트럼프가 유럽을 키프로스에서 연합하지만, 협약을 놓고 27개국이 분열

Trump unisce l'Europa a Cipro, ma sul Patto i 27 si spaccano

ANSA · 🇮🇹 Rome, IT IT 2026-04-25 03:40 Translated
로마와 마드리드는 진지한 입장, 폰데르라이엔 안정성협약 중단 거부. G7에서의 재벌은 미스터리
안토니오 코스타의 교활한 미소, 우르술라 폰데르라이엔의 안정성협약 중단에 대한 정중한 "아니오", 그리고 과거 지하디스트이자 현재 새로운 시리아의 지도자 아흐마드 알-샤라가 유럽의 견고한 파트너라는 확인. 키프로스 정상회담의 이미지들. 외교 용어로 말하는 중개적 정상회담. 여전히 한 번 더 초청받지 않은 손님, 도널드 트럼프가 있다. 그 재벌은 한동안 27개국을 통합하는 주요 요소였다. EU는 백악관의 도발과 공격에 자극받아 이제 인식을 갖추게 되었다: 경제에서 방위까지 혼자 나아가야 한다는 것을. 키프로스 정상회담은 이를 강하게 재확인했지만, 에너지 위기 대응 방식에 대해 또 다시 분열되었다는 것을 숨기지 못했다. 두 개의 진영이 나타났다: 지중해 전선과 북부의 긴축론자들. 니코시아에서 27개국은 또 다시 트럼프-헵세스 조합의 공격으로 깨어났다. 워싱턴의 눈에 유럽은 이란 전선에서 움직이지 않으며, "어리석은 토론" 상태에 머물러 있다. 키프로스에서는 그렇게 되지 않았다. 섬에는 레바논의 조셉 아운 대통령, 시리아의 알-샤라, 이집트와 요르단의 지도자들이 상륙했다. 이 마지막 두 명은 카메라에 거의 보이지 않았다. 처음 두 명은 최종 기자회견 시작에 참석했다. 한때 EU 블랙리스트에 있던 알-샤라가 우르술라 폰데르라이엔 옆에 있는 클립은 거의 유럽의 현실주의 정치에 대한 찬가였다. 지도자들의 회담에서는 특히 중동 위기에 대해 더 많이 할 필요성에 대해 논의되었다. 에마뉘엘 마크롱은 베이루트를 지원하기 위한 국제 회의를 개최했다.

집행위원회 의장은 "정교한 공동 해양 조정"을 언급하면서 아스피데스 임무 업그레이드 제안을 제시했다. "우리는 EU 대응을 강화할 준비가 되어 있다"고 유럽이사회 의장이 이에 응했다. 유럽은 중동을 바라보는 것뿐만 아니라 빠르게 움직여야 한다. 키프로스의 니코스 크리스토두리데스 대통령은 상호 지원에 관한 42조 7항 이행을 위한 안내서의 필요성을 논의했다. "미국의 유럽 방위에 대한 충성도를 재검토해야 한다"고 폴란드 총리 도널드 투스크는 인정했다. 6월에 다시 논의될 것이고, 그때 EU와 미국 관계가 어떻게 될지 알 수 없다. 니코시아에서는 공식 선언 없이 무거운 가설이 퍼졌다: 트럼프가 에비앙레벵 G7에 참석하지 않고 단지 화상 통화만 한다는 것. 트럼프가 EU를 하나로 묶는다면, 계산이 다시 그것을 분열시킨다. 비둘기파와 매파, 반대로, 또 다시. 이탈리아와 스페인 모두 마음에 들지 않는 에너지 위기에 대한 커뮤니티 개입이 논의되었다. 페드로 산체스는 아침 일찍 얼음을 깨뜨렸고, 비둘기파에 즉시 지원군을 제공했다. 회복력기금 6개월 또는 12개월 연장, 에너지 투자에 관한 안정성협약 완화, 초과 이윤에 대한 세금 부과는 스페인 총리의 세 가지 전략이다. 이것은 지오르자 멜로니를 위해 특별히 맞춤화된 메시지이기도 하다. 그녀는 몇 주 동안 같은 주제로 주장해왔으며, 국가 지원만으로만 행동하면 27개국 간 "불평등"이 증가할 위험이 있다고 설명한다.

그 직후, 비공개로 EU 예산에 대한 지도자들 간의 첫 교환은 가장 고전적인 분열을 다시 열었다. 제약 완화에 대해 움직이지 않는 프리드리히 메르츠는 유로본드도 "상상할 수 없는" 것으로 치부했고, 논의를 숫자로 되돌리기 위해 노력하고 있는 집행위원회 의장의 지지를 얻었다. "3백억은 에너지를 위해 사용 가능하며, 그 중 95억은 아직 사용하지 않았다. 협약 중단은 심각한 경제 상황하에서만 발생한다"고 독일 여성이 말을 끊었고, 스페인과 이탈리아에는 단지 모호한 "경계를 유지하자"만 양보했다. 그럼에도 불구하고 "독일인들도 어려움을 인식하고 있다"고 멜로니는 기자단 앞에서 인정했고, "멀리 떨어진 입장에서 출발하지만" 그것들을 "가깝게 하려는" 노력을 주장했으며, 구축할 대안적 여지를 찾고 있다. "우리의 입장에서 우리는 혼자가 아니다"라고 그녀는 덧붙였고, 떠났다. 논의는 닫혀 있지 않다. 현재 빠진 것은 경제 문제에 대해 물러서 있던 에마뉘엘 마크롱의 잠재적으로 결정적인 목소리이다. 하지만 파리는 항상 주권적 유럽의 우선순위 기준선을 높인다는 것으로 알려져 있다. 이를 위해서는 먼저 공통 자원이 필요하다.
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Roma e Madrid in trincea, von der Leyen chiude. Il tycoon al G7 è un rebus

Il sorriso sornione di Antonio Costa, l'educato "nein" di Ursula von der Leyen alla sospensione del Patto di stabilità, la conferma che l'ex jihadista Ahmad al-Sharaa, oggi leader della nuova Siria, è un solido partner dell'Europa. Nicosia, immagini dal vertice di Cipro. Summit interlocutorio, come si ama dire in gergo diplomatico. Con un convitato di pietra, ancora una volta Donald Trump. Il tycoon, da qualche tempo, è il principale fattore unificante dei 27. L'Ue, pungolata e attaccata dalla Casa Bianca, ha ormai acquisito una consapevolezza: dall'economia alla difesa bisogna camminare da soli. Il vertice di Cipro lo ha ribadito con forza, ma non ha potuto nascondere l'ennesima spaccatura prodotta su come affrontare la crisi energetica. Con due squadre in campo: il fronte del Med e i frugali del Nord. A Nicosia i 27 si sono risvegliati con l'ennesimo attacco della coppia Trump-Hegseth. Agli occhi di Washington l'Europa, sul fronte iraniano, è immobile, ferma "in discussioni sciocche". A Cipro non è andata proprio così. Sull'isola sono sbarcati il presidente libanese Joseph Aoun, il siriano al-Sharaa, i leader di Egitto e Giordania. Questi ultimi due, di fatto invisibili alle telecamere. I primi, invece, hanno presenziato l'inizio della conferenza stampa finale. La clip di al-Sharaa, un tempo nella blacklist Ue, al fianco di Ursula von der Leyen, è stata quasi un inno alla realpolitik europea. Al tavolo dei leader ci si è detti, soprattutto, di fare di più sulla crisi in Medio Oriente. Emmanuel Macron ha lanciato una conferenza internazionale di sostegno per Beirut.

La presidente della Commissione ha messo sul piatto la proposta di un upgrade della missione Aspides, parlando di "sofisticato coordinamento marittimo congiunto". "Siamo pronti a rafforzare la risposta Ue", gli ha fatto eco il presidente del Consiglio europeo. L'Europa deve correre, non solo guardando al Medio Oriente. Il presidente cipriota Nikos Christodoullides ha messo sul tavolo la necessità di un vademecum per l'attuazione dell'articolo 42,7, sulla mutua assistenza. "Dobbiamo interrogarci sulla lealtà degli Usa nella difesa verso l'Europa", ha ammesso il premier polacco Donald Tusk. A giugno se ne riparlerà, chissà allora i rapporti tra Ue e Usa come saranno. A Nicosia, pur senza alcuna dichiarazione ufficiale, è circolato un'ipotesi plumbea: che Trump non venga al G7 di Evian Les Bains, ma faccia solo un videocollegamento. Se il presidente americano la unisce l'Ue, i conti tornano a spaccarla. Colombe e falchi, contro, ancora una volta. Sul piatto un intervento comunitario contro la crisi energetica che non piace all'Italia e neppure alla Spagna. A rompere il ghiaccio, di prima mattina, è stato Pedro Sanchez, offrendo subito una sponda alle colombe. Prorogare il Recovery di altri sei o dodici mesi, allentare il patto di stabilità sugli investimenti energetici e introdurre una tassa sugli extraprofitti sono le tre cartucce del premier spagnolo. Un messaggio cucito su misura anche per Giorgia Meloni, che da settimane batte sullo stesso tasto, spiegando che agendo solo sugli aiuti di Stato si rischia di aumentare "le disparità" tra i 27.

Poco dopo, a porte chiuse, il primo scambio tra i leader sul bilancio Ue ha riaperto la frattura più classica. Inamovibile sull'allentamento dei vincoli, Friedrich Merz ha liquidato anche gli eurobond come "inimmaginabili", trovando appoggio nella presidente della Commissione, impegnata a riportare il confronto sui numeri. "Trecento miliardi sono disponibili per l'energia, di cui 95 ancora da spendere. La sospensione del Patto avviene solo con una severa congiuntura", ha tagliato corto la tedesca, concedendo a Spagna e Italia solo un vago "restiamo in allerta". Eppure "anche i tedeschi si rendono conto delle difficoltà", ha concesso Meloni davanti alla stampa, ammettendo che "si parte da posizioni distanti" ma rivendicando il tentativo di "avvicinarle", alla ricerca di margini alternativi da costruire. "Nella nostra posizione non siamo soli", ha aggiunto, prima di andar via. Il discorso non è chiuso. A mancare, per ora, è la voce potenzialmente decisiva di Emmanuel Macron, rimasto defilato sul dossier economico. Ma Parigi, si sa, alza sempre il baricentro delle priorità di un'Europa che diventi sovrana. Per farlo ci vogliono, innanzitutto, risorse comuni.

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