원유 및 가스 가격 상승, '연료 가격 인상될 것'

Petrolio e gas aumentano, 'i prezzi dei carburanti saliranno'

ANSA · 🇮🇹 Rome, IT IT 2026-04-14 02:01 Translated
이탈리아 석유 협회, 항공유만 부족 위험. 화물운송업계, 운송 중단 위협
호르무즈 해협이 계속 봉쇄되면서 원유와 가스 가격이 급등하고 있다. 이탈리아의 연료 가격은 아직 변동이 없지만, 석유업계 협회인 Unem은 원유 가격 상승에 따라 곧 인상될 것으로 전망한다. 화물트럭 운전자들은 경유 가격 인상에 맞서 운송 서비스 중단을 위협하고 있으며, 17일 금요일에 결정할 예정이다. 미국 기준인 WTI 원유는 오늘 배럴당 104.57달러에 도달해 8.28% 상승한 후 소폭 하락했다. 북해 기준인 브렌트유는 7.12% 상승해 배럴당 102.03달러를 기록했다. 가스는 유럽 거래소인 암스테르담 TTF에서 10.45% 급등해 메가와트시당 48.2유로에 도달했다. 이러한 상승은 미국-이란 협상 결렬 후 호르무즈 해협 재개방 실패에 따른 것이다. 유럽 증시도 전쟁 우려 재점화의 영향을 받아 모두 하락 출발했으나, 이후 상승세로 마감하거나 보합권에서 마감했다: 밀라노는 FTSE MIB 지수가 -0.17%로 소폭 하락 마감했고, 프랑크푸르트는 0.5% 하락했다. 파리는 -0.3%, 런던은 -0.2%로 부진한 마감을 보인 반면, 암스테르담은 최종 0.2% 상승했다.

이탈리아의 연료 가격은 트럼프가 발표한 휴전으로 원유 가격 하락 후 3일간의 하락세 끝에 오늘 안정세를 보이고 있다. 전국 도로망 셀프서비스 주유소의 평균 휘발유 가격은 리터당 1.783유로로 어제 조사와 동일하다. 경유 가격은 리터당 2.160유로로 이전 2.162유로보다 근소하게 하락했다. 그러나 원유 가격 상승으로 휘발유와 경유도 곧 인상될 것으로 보인다. 연료 생산·유통업협회 Unem의 잔니 무라노 회장은 "브렌트유와 국제 경유 가격에서 보이는 신호로 볼 때, 가격은 다시 상승해야 한다. 최근 몇 시간 동안 상당히 활발하게 오르고 있기 때문"이라고 말했다. 무라노는 주유소 연료 고갈 위험은 보이지 않는다고 한다. "4월과 5월은 공급이 보장된다"며 설명했다. "그 이후에도 호르무즈 해협이 봉쇄되더라도 원유는 구할 수 있을 것이며, 국내 정유 생산량이 수요를 충당하기에 충분하다. 경유와 선박용 중유에도 문제가 없다". 문제는 가격으로, 원유 가격 상승 후 정유 제품 가격 상승이 따를 것이다: "물론 가격은 오른다"며 무라노는 "걸프 지역에서 더 이상 공급받지 못하는 아시아의 수요가 추가되기 때문"이라고 덧붙였다.

진정한 위기는 항공기 연료인 항공유다. EU와 영국이 소비하는 항공유의 절반인 1,000만 톤이 걸프 지역에서 정제된다. 호르무즈를 통해 더 이상 들어오지 않는 이 1,000만 톤을 대체하는 것은 문제다. 유럽은 정유소 35개를 폐쇄해 더 이상 국내에서 항공유를 생산할 수 없으며, 50%를 수입에 의존해야 한다. "4월과 5월은 공급이 된다"며 무라노는 말한다. "그 이후는 모른다". 휴가철에 비행기를 탈 수 없게 될 위험은 실재한다. 한편 화물운송업자들은 수익 마진을 모두 잠식하는 경유 요금 인상에 계속 항의하고 있다. 업계 단체 협의체인 Unatras는 "전체 업계가 도로 화물운송 서비스 중단을 향해 기울고 있다"고 발표했다. 4월 17일 금요일 Unatras 전국집행위원회는 서비스 중단 여부를 결정할 예정이다. 화물트럭 운전자들은 세액공제와 세금·연금 보험료 6개월 유예를 요구하고 있다. 이탈리아 최대 제조업 지역을 이끄는 롬바르디아 주에서도 에너지 상황에 대한 우려가 새어 나오고 있다. 지역 소식통은 ANSA에 우크라이나 전쟁 발발 이후 "거의 아무것도 하지 않았다"며, 유럽위원회와 중앙정부 모두 에너지 비용 투기를 막기 위해 노력하지 않았다고 밝혔다. EU와 중앙정부는 "가격 급등을 막을 적절한 방어책을 구축하지 못했다"고 전했다.
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Unem, rischio scarsità solo per jet fuel. Autotrasporto minaccia il blocco

Lo Stretto di Hormuz resta chiuso, e le quotazioni di petrolio e gas schizzano verso l'alto. I prezzi dei carburanti in Italia non si sono mossi. Ma l'Unem, l'associazione dei petrolieri, prevede che saliranno presto, sulla scia del greggio. I camionisti, di fronte all'aumento del gasolio, minacciano il blocco dei servizi: venerdì 17 si riuniranno per decidere. Il petrolio Wti (lo standard degli Stati Uniti) è arrivato oggi a 104,57 dollari al barile, con un aumento dell'8,28% per poi ripiegare leggermente. Il Brent (lo standard del Mare del Nord) è salito del 7,12%, a 102,03 dollari al barile. Quanto al gas, al Ttf di Amsterdam, la borsa europea, ha fatto un balzo del 10,45%, arrivando a 48,2 euro al megawattora. Su questi rialzi pesa la mancata riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento delle trattative Usa-Iran. Anche le borse europee risentono della ripresa dei venti di guerra, e sono partite tutte in calo per poi chiudere in modo meno marcato e intorno alla parità: Milano termina in lieve flessione con l'indice Ftse Mib a -0,17%, Francoforte cede lo 0,5%. Negativa dello 0,3% la conclusione di Parigi e dello 0,2% quella di Londra, mentre Amsterdam segna un rialzo finale dello 0,2%.

I prezzi dei carburanti in Italia oggi sono stabili, dopo tre giorni di discesa a seguito del calo delle quotazioni del greggio, per la tregua annunciata da Trump. Il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è 1,783 euro al litro, stabile rispetto alla rilevazione di ieri. Quello del gasolio è 2,160 euro al litro, in leggerissima discesa rispetto ai precedenti 2,162 euro. Ma col rialzo del greggio, anche benzina e gasolio sono destinati a rincarare presto. Per Gianni Murano, presidente dell'Unem, l'associazione dei produttori e distributori di carburanti, "dai segnali che vedo dal Brent e dal prezzo internazionale del gasolio, i prezzi dovranno tornare a salire, perché stanno salendo in maniera abbastanza vivace in queste ultime ore". Murano non vede il rischio di non avere più carburante alle pompe. "Per aprile e maggio le coperture sono garantite - spiega -. Dopo, il petrolio si dovrebbe trovare, anche con lo Stretto di Hormuz chiuso, e la produzione nazionale di raffinati è sufficiente a coprire la domanda. Non ci sono problemi anche per il gasolio e l'olio combustibile per le navi". Il problema semmai sarà il prezzo, prima del petrolio e poi dei raffinati: "Certo, il prezzo si alza - commenta Murano -, perché si aggiunge la domanda dell'Asia, che non riceve più dal Golfo".

La vera emergenza è il carburante per gli aerei, il jet fuel. La metà di quello che consumano Ue più Regno Unito, cioè 10 milioni di tonnellate, viene raffinato nel Golfo. Sostituire quei 10 milioni di tonnellate che non arrivano più da Hormuz è un problema. L'Europa ha chiuso 35 raffinerie: non è più in grado di farsi il jet fuel in casa, e deve importarne il 50%. "Per aprile e maggio siamo coperti - dice Murano -. Dopo non sappiamo". Il rischio di non poter prendere l'aereo per le vacanze è reale. Gli autotrasportatori intanto continuano a protestare per le tariffe aumentate del gasolio, che si mangiano tutti i loro margini di guadagno. L'intera categoria, annuncia Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali di settore, "è orientata verso il blocco dei servizi di trasporto su strada". Venerdì 17 aprile il Comitato esecutivo nazionale di Unatras sarà chiamato a pronunciarsi sul fermo dei servizi. I camionisti chiedono credito d'imposta e dilazione di 6 mesi dei contributi fiscali e previdenziali. Anche dalla Regione Lombardia, che guida la principale area manifatturiera d'Italia, trapela preoccupazione per la situazione energetica. Fonti regionali dichiarano all'ANSA che dall'inizio della guerra in Ucraina "poco è stato fatto", dalla commissione europea, ma anche dal governo nazionale, per evitare la speculazione sui costi dell'energia. Ue e governo centrale "non hanno costruito gli anticorpi adatti per evitare" una nuova impennata dei prezzi.

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