Crans-Montana, 스위스가 이탈리아에 의료비 환급 요청. Meloni: "부끄러운 요청, 거부하겠다"

Crans-Montana, la Svizzera chiede all'Italia il rimborso delle spese mediche. Meloni: "Ignobile richiesta, la respingeremo"

ANSA · 🇮🇹 Rome, IT IT 2026-04-25 03:12 Translated
Elsa가 58일 후 중환자실을 나감. 15세 소녀는 토리노의 CTO 대형화상센터에 입원했음
발레 주(canton)는 재고했다: Sion 병원이 Crans-Montana 화재로 부상한 4명의 이탈리아 청소년(지금까지 알려진 것보다 1명 많음)의 치료를 위해 몇 시간만 치료비로 지출한 108,000유로를 부담할 수 없다. 따라서 스위스는 이탈리아에 청구서를 지불하도록 요청할 것이다. 로마와 베른 간의 관계가 다시 긴장해진다. "이 부끄러운 요청이 공식화될 경우, 나는 지금부터 이탈리아가 이를 거부하고 어떤 조치도 취하지 않을 것임을 선언한다. 스위스 당국의 책임감을 믿으며, 이 뉴스가 완전히 근거 없는 것으로 드러나기를 바란다"고 총리 Giorgia Meloni가 소셜 미디어에서 반응했다. 가족들에게 '실수로' 높은 청구서를 보낸 후, 이 초현실적인 의료 회계 이야기의 또 다른 반전이 오늘 베른의 이탈리아 대사 Gian Lorenzo Cornado와 의료 담당 발레 주 대통령 Mathias Reynard 간의 회의에서 나타났다.

외교부 장관 Antonio Tajani는 "분명히 우리는 지불하지 않는다"고 대답했다. "책임은 그 시설을 관리하는 사람들과 점검을 하지 않은 사람들에게만 있다. 이탈리아의 책임은 없다"고 부총리가 강조했다. 이것은 대사가 Reynard에게 명확히 한 입장과 동일하다: "나는 그와 명확히 했다. 이탈리아는 스위스가 환급을 요청하려는 Crans-Montana 부상자들의 의료비를 지불하지 않을 것이다. 우리 국가는 밀라노의 Niguarda 병원에서 몇 주(한 경우) 또는 몇 개월(다른 경우)에 걸쳐 2명의 스위스 시민의 치료를 담당했다. 게다가 아오스타 계곡의 민방위는 비극 직후 첫 몇 시간 동안 자체 헬리콥터로 구조에 참여했다: 상호성 원칙을 존중해야 한다." 지난 월요일에 canton 대통령이 의료 담당자로서 이탈리아 외교관에게 지불 의사를 확인했던 것이, 오늘은 갑자기 태도가 바뀌었다. "그는 말했다"고 Cornado가 전했다. "규범적 관점에서 '잔여' 비용을 제외하고는 비용을 부담할 여지가 없다고. 따라서 우리 청소년들의 입원 비용은 스위스 상호부조보험 Lamal에 청구되며, 이는 우리의 보건부에 환급을 요청할 것이다." 그렇다면 명확해 보였던 것이 이제 더 이상 명확하지 않다. 이러한 행정적이자 외교적 교착 상태를 벗어나기 위해, 복잡한 행정 절차만 남아있다: 보건 관련 권한을 가진 연방 내무부에 호소하여, 스위스에 대한 이탈리아의 경제적 약속도 고려하는 상호성 관점에서 양자 수준의 합의 솔루션을 시도하는 것이다. 이탈리아 대사가 반복하는 것이 확실한 것은 "이탈리아 국가는 몇 시간의 치료를 받은 우리 청소년들의 의료비를 결코 부담하지 않을 것이며, 그들은 중독되거나 화상을 입었고 시설 관리자들의 무책임과 당국(지역 및 canton 당국)의 통제 부재로 인해 고통받았고 고통받을 운명에 있다"는 것이다. Constellation에서 부상당한 여학생의 가족 대리인인 변호사 Fabrizio Ventimiglia는 이렇게 말했다: "우리는 일반적인 입원 상황이 아니라, 조사의 초기 결과에 따르면 여러 수준에서 안전 규정을 반복적으로 위반한 심각한 프로필을 드러내는 매우 심각한 사건의 결과를 마주하고 있다. 이 모든 것을 의료 시스템 간의 회전 경기로 변환하는 것은 법적으로나 특히 공정성 측면에서 설득력이 없다."
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Elsa esce dalla terapia intensiva dopo 58 giorni. La 15enne era ricoverata al centro grandi ustionati del Cto di Torino

Il Cantone del Vallese ci ripensa: non potrà accollarsi i 108 mila euro di spese sanitarie sostenute dall'Ospedale di Sion per le cure prestate, per poche ore, a quattro ragazzi italiani (uno in più di quanto fosse finora noto) feriti nel rogo di Crans-Montana. Dunque, la Svizzera chiederà all'Italia di saldare il conto. E i rapporti tra Roma e Berna si fanno di nuovo tesi. "Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata", reagisce sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo l'invio alle famiglie, 'per errore,' delle salatissime fatture, l'ennesimo colpo di scena di questa surreale vicenda di contabilità sanitaria è emerso oggi in un incontro tra l'ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Vallese Mathias Reynard, titolare del dicastero della sanità.

"Mi pare che sia ovvio che non paghiamo", replica il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "La responsabilità è solo di chi gestiva quel locale e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c'è alcuna responsabilità italiana", ha ribadito il vicepremier. E' la stessa posizione che lo stesso ambasciatore ha chiarito a Reynard: "Con lui sono stato chiaro, l'Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico della cura di due cittadini svizzeri, per settimane, in un caso, e per mesi, nell'altro, all'Ospedale Niguarda di Milano. Inoltre, la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore dopo la tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato". Se lunedì scorso il presidente del Cantone, che ha anche la delega della sanità, aveva rassicurato il diplomatico italiano sulla propria disponibiltà a pagare, oggi, a sopresa, c'è stato il dietrofont. "Mi ha detto - racconta Cornado - di non avere margini dal punto di vista normativo per farsi carico delle spese, salvo quelle 'residuali'. I costi del ricovero dei nostri ragazzi saranno pertanto addebitati alla mutua svizzera Lamal che ne chiederà il rimborso al nostro Ministero della Salute". E dunque, ciò che sembrava chiarito, ora non lo è più. E per uscire da questa impasse burocratica, oltre che diplomatica, rimane una tortuosa strada amministrativa: ricorrere al Dipartimento federale dell'Interno, competente in materia di salute, per tentare di concordare una soluzione a livello bilaterale dal punto di vista della reciprocità, che tenga conto anche degli impegni economici dell'Italia a favore delle Svizzera. Ciò che è certo, lo ripete l'ambasciatore italiano, è che "lo Stato italiano non si accollerà mai le spese per le cure prodigate per sole poche ore ai nostri ragazzi che sono rimasti intossicati o ustionati e che hanno sofferto e sono condannati a soffrire a causa dell'irresponsabilità dei gestori del locale, dove le uscite di sicurezza erano state sbarrate e delle autorità, comunali e cantonali che avrebbero dovuto effettuare o disporre i controlli e non l'hanno fatto". Gli fa eco l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di una ragazza ferita al Constellation: "Qui non siamo di fronte a un ricovero ordinario, ma alle conseguenze di un evento gravissimo rispetto al quale, lo dicono le prime risultanze delle indagini, emergono profili seri e reiterati di mancato rispetto delle norme di sicurezza anche da parte delle Istituzioni ed a più livelli. Trasformare tutto questo in una partita di giro tra sistemi sanitari è una forzatura che non sta né in piedi giuridicamente né, soprattutto, sul piano dell'equità".

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