언론의 자유 위협, 이탈리아가 순위에서 56위로 하락

Minacce alla libertà di stampa, l'Italia retrocede al 56/o posto in classifica

ANSA · 🇮🇹 Rome, IT IT 2026-04-30 18:35 Translated
국경없는기자회 순위에서 2025년 49위에서 2026년 56위로 하락
이탈리아의 언론의 자유가 국경없는기자회(Rsf) 2026년 순위(총 180개국)에서 56위로 하락했으며, 2025년에는 49위였다. 파리에 본부를 둔 이 비정부기구에 따르면 "이탈리아의 언론의 자유는 특히 남부 지역의 마피아 조직뿐만 아니라 폭력을 행사하는 여러 극단주의 소그룹에 의해 계속 위협받고 있다.

기자들은 또한 사법 정보 분야에서 자유로운 정보를 저해하려는 정치 지도부의 시도와 현재 국내에서 진행 중인 입막음 절차(SLAPP)에 더해지는 '입막음 법안'에 대해 고발하고 있다.

Rsf의 보고서에 따르면 이탈리아에서 "미디어 전문가들은 매체의 편집 방침이나 명예훼손 소송 같은 잠재적 법적 조치에 대한 우려로 인해 때때로 자기검열에 의존한다. 이 상황은 국경없는기자회가 우리 국가에 할애한 자료에서 계속되는데, 조르자 멜로니 총리의 다수당이 승인한 논란의 여지가 있는 '입막음 법안'으로 인해 사법 보도를 다루는 기자들에게 악화될 위험이 있다"고 밝혔다.

또한 보고서에 따르면 "국가의 주요 공영방송인 Rai는 정부에 봉사하는 정치 커뮤니케이션 도구로 변환하려는 직접적인 간섭이 증가하고 있다". 그리고 "입법부의 마비로 인해 언론의 자유를 보호하거나 개선하기 위한 여러 법안의 채택이 방해받고 있다"고 세계 언론의 자유를 위한 비정부기구가 계속했으며, "이 상황은 일부 기자들이 업무 중에 직면하는 제약을 부분적으로 설명한다. 명예훼손의 범죄화와 수많은 SLAPP 소송(공개 참여를 대상으로 하는 전략적 소송, 명예훼손 소송)은 언론의 자유를 위협한다"고 Rsf가 경고했다.

이 기구는 또한 많은 미디어 전문가들의 취약한 계약 조건을 경고한다: "증가하는 고용 불안정이 저널리즘, 그 역동성과 독립성을 위험하게 훼손하고 있다". 또한 "이탈리아 사회의 증가하는 양극화는 현재 문제와 관련된 정치적, 이념적 문제를 중심으로 결정화되고 있다. 이는 기자들의 업무에 직접적인 영향을 미치며, 그들은 집회 중에 언어 및 신체적 폭력의 피해자가 되는 경우가 많다"고 지적했다.

조직 범죄, 부패 및 마피아를 조사하는 기자들은 또한 "조사 저널리즘으로 인해 체계적으로 위협받으며 때때로 신체적으로 공격당한다: 그들의 자동차나 집이 때때로 불에 탄다. 이러한 주제를 심화하는 사람들에 대한 온라인 협박 캠페인이 조직된다". "현재 - Rsf가 결론을 내렸다 - (이탈리아에서, 편집자 주) 약 20명의 기자가 협박이나 공격으로 인해 경찰의 영구 보호 조치 하에 살고 있다".

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La graduatoria di Reporters sans frontières, era 49/esima nel 2025

La libertà di stampa in Italia retrocede al 56/o posto (su 180) della graduatoria di Reporters sans frontières (Rsf) nel 2026 rispetto al 49/o posto del 2025. Secondo l'Ong con sede a Parigi, ''la libertà di stampa in Italia continua ad essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare, nel sud del Paese come anche da diversi gruppuscoli estremisti che esercitano violenze.

"I giornalisti denunciano anche un tentativo della classe politica di ostacolare la libera informazione in materia giudiziaria con una 'legge bavaglio' che si aggiunge alle procedure bavaglio (Slapp) correnti nel Paese". 

Secondo il rapporto di Rsf, in Italia, "i professionisti dei media ricorrono talvolta all'autocensura, sia per via della linea editoriale della propria testata sia per timore di potenziali azioni legali come le cause per diffamazione. Questa situazione - prosegue Reporters sans frontières nella scheda dedicata al nostro Paese - rischia di venire aggravata per i giornalisti che si occupano di cronaca giudiziaria, dalla controversa 'legge bavaglio' approvata dalla maggioranza del premier Giorgia Meloni".

Sempre secondo il rapporto, la "Rai, principale emittente pubblica del Paese, sta subendo crescenti interferenze dirette volte a trasformarla in uno strumento di comunicazione politica al servizio del governo". E "una certa paralisi legislativa ostacola l'adozione di diverse proposte di legge volte a tutelare, se non migliorare, la libertà di espressione giornalistica", prosegue l'Ong per la libertà di stampa nel mondo, secondo cui "questa situazione spiega in parte le limitazioni che alcuni giornalisti incontrano nel loro lavoro. La criminalizzazione della diffamazione e le numerose querele Slapp (Strategic Lawsuit Against Public Participation, cause legali per diffamazione) minacciano la libertà di espressione giornalistica", avverte Rsf.

L'organizzazioe allerta anche sulle fragili condizioni contrattuali di tanti professionisti dei media: "La crescente precarietà lavorativa sta minando pericolosamente il giornalismo, il suo dinamismo e la sua indipendenza". Inoltre, "la crescente polarizzazione della società italiana si cristallizza attorno a questioni politiche e ideologiche legate all'attualità. Ciò ha ripercussioni dirette sul lavoro dei giornalisti, spesso vittime di aggressioni verbali e fisiche durante i comizi".

I giornalisti che indagano sulla criminalità organizzata, la corruzione e la mafia vengono inoltre "sistematicamente minacciati e talvolta aggrediti fisicamente a causa del loro lavoro investigativo: le loro auto o le loro case vengono talvolta incendiate. Vengono orchestrate campagne di intimidazione online contro coloro che approfondiscono questi temi". "Attualmente - conclude Rsf - una ventina di giornalisti (in Italia,ndr.) vivono sotto protezione permanente della polizia a seguito di intimidazioni o aggressioni".

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