오리온 우주선 태평양에 착수, 아르테미스 II 미션 완료

La navetta Orion è ammarata, missione compiuta per Artemis II

ANSA IT 2026-04-11 14:08 Translated
네 명의 우주비행사가 귀환, 예정에 없던 상황 발생
오리온 캡슐이 캘리포니아 해안 남서쪽, 샌디에이고 근처 태평양 해상에 착수했다. 아폴로 8호 비행 이후 56년 만에 승무원을 달 궤도에 보낸 아르테미스 II 미션이 이렇게 완료되었다. 우주비행사 레이드 와이즈먼, 빅터 글로버, 크리스티나 코흐, 제러미 핸센이 지구로 귀환했다. 캡슐의 귀환은 문제없이 진행되었고 캡슐의 속도를 늦춘 낙하산들이 정상적으로 펼쳐졌다.

귀환 여행의 또 다른 중요한 단계인 오리온 캡슐과 유럽 서비스 모듈의 분리도 성공적으로 이루어졌다. 유럽 서비스 모듈은 달 궤도까지의 여행과 지구로의 귀환 동안 추진력을 제공했다. 이 기동은 네덜란드의 에스트렉에 위치한 ESA 관제소에서도 추적되었다. 분리 후 모듈은 태평양 해상 대기권 진입 시 소각되었다. 그 후 캡슐은 귀환 전 가장 위험한 순간 중 하나에 직면했는데, 시속 36,000킬로미터의 속도로 플라즈마를 통과하며 2,700도까지의 온도를 견뎌냈다.

캡슐을 회수하여 회수선까지 운반할 때 예정에 없던 상황이 발생했다. 우주비행사들은 회수선에 탑승하지 못했고, 캡슐을 선박으로 운반하는 임무를 맡은 고무 보트들이 그들을 구조했다. 강한 해류로 인해 차량을 안정화시키기 어려워 캡슐을 안전하게 확보하고 선박까지 운반하는 것이 불가능했다. 의료 담당자 일부가 우주선에 승무원을 지원하기 위해 들어갔고, 고무 보트와 함께 온 다이버 그룹이 우주선에 도달하여 캡슐의 균형을 유지하는 데 사용되는 대형 구명부표 같은 안정화 칼라를 설치하려고 시도했다. 한편, 휴스턴의 NASA 관제소에서는 비행 관리자가 멀어진 직원들을 소환했다. 착수로부터 1시간 30분 이상이 지나서야 네 명의 우주비행사가 캡슐에서 나와 고무 보트에 탑승하도록 도움을 받았다.

아폴로 8호 비행 이후 56년 만에 승무원을 달 궤도에 보내고, 인류가 지구에서 도달한 가장 먼 거리에 도달하고, 달의 뒷면을 전례 없이 관찰하고, 웅장한 개기일식을 목격한 이 미션이 완료되었다.

NASA 최고 관리자 재러드 아이작만은 착수 직후 "아르테미스 II는 완벽한 미션이었다"고 말했으며, 회수선에서 오리온 캡슐의 도착을 기다리고 있었다.

"말이 없을 정도로 놀라운 순간이었습니다"라고 덧붙였으며, "또한 국제 파트너들을 포함한 훌륭한 팀워크의 결과였습니다"라고 말했다. 이와 관련하여 아이작만은 최근 달 표면의 향후 기지 건설을 위한 모듈 개발에 관해 이탈리아 우주청과 체결한 협약을 언급했다. "우리는 달에 지속적인 존재를 구축하고 있습니다"라고 그는 말했다.

아르테미스 II 미션의 우주비행사들에 대해 "그들은 위대한 전문가, 훌륭한 의사소통가, 그리고 시인이기도 하며: 진정한 인류의 대사"라고 했다. 이 미션에서 수집한 데이터는 "아르테미스 III 미션을 준비하는 데 귀중하다"고 했으며, 4월 20일부터 케네디 우주센터의 차량 통합 건물(VAB)에서 그 작업을 시작할 것이라고 덧붙였다.

이탈리아 시간으로 17시 35분에 우주비행사들은 "Run to the Water" Live 음악으로 깨어나 미션의 10번째이자 마지막 날을 맞이했다. 우주선을 정렬하여 물체가 자유롭게 떠다니지 않도록 한 후, 점심을 먹고 지구로의 귀환의 첫 번째 중요 단계에 대비할 시간을 가졌다: 20시 53분에 우주선이 엔진을 시작하여 지구로의 올바른 궤도로 이동했다.

그 후 그들은 왕복 여행에서도 그들을 보호한 주황색과 파란색 가압복을 입었다. OCSS(오리온 승무원 생존 시스템)라고 불리는 맞춤형 우주복은 발사 및 대기권 재진입 중 발생하는 강한 가속도에 견딜 수 있게 하며, 필요한 경우 최대 6일까지 생존할 수 있게 한다.

이탈리아 시간으로 1시 33분에 우주비행사들이 탑승한 오리온 캡슐이 유럽 서비스 모듈과 분리되었으며, 이 모듈은 태평양 해상에서 분해되었고, 1시 37분에 지구 대기권으로 진입하기 위해 엔진을 시작했다: 이것이 귀환의 가장 섬세한 단계였다. 시속 36,000킬로미터의 속도로 질주하면서 오리온은 플라즈마(공기가 극도로 높은 속도로 압축될 때 형성되는 가스)를 통과하여 약 2,700도에 도달하는 온도로 우주선을 감쌌다.

그 순간 캡슐은 고도 120킬로미터에 있었고 우주비행사와 관제소 간의 통신은 1시 53분부터 1시 59분까지 6분간 중단되었다. 이 마지막 큰 도전에서 모든 눈은 2022년 무인 아르테미스 I 미션에서 발견된 심각한 손상 이후 수정된 캡슐의 열 보호막에 집중되었다.

NASA 부관리자 아미트 크샤트리야는 "우리는 열 보호막, 낙하산 및 우리가 개발한 회수 시스템에 큰 확신을 가지고 있습니다"라고 말했다.

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I quattro astronauti sono tornati, con un fuori programma

La capsula Orion è ammarata nell'oceano Pacifico, al largo delle coste della California, a Sud-Ovest di San Diego. Si conclude così la missione Artemis II che a 56 anni dal volo dell'Apollo 8 ha portato un equipaggio nell'orbita della Luna. Sono così rientrati a Terra gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover Christina Koch e Jeremy Hansen. Il rientro della capsula è avvenuto senza problemi e i paracadute che hanno rallentato la capsula si sono aperti regolarmente. 

E' avvenuta con successo anche un'altra fase cruciale del viaggio di rientro, ossia la separazione della capsula Orion dal Modulo di Servizio Europeo, che nel viaggio fino all'orbita della Luna e poi verso la Terra ha assicurato la propulsione. La manovra è stata seguita anche dal centro di controllo dell'Esa che si trova all'Estec, nei Paesi Bassi. Dopo la separazione il modulo è bruciato nell'impatto con l'atmosfera, sopra l'oceano Pacifico. Poi la capsula ha affrontato uno dei momenti più critici prima dell'ammaraggio, quando alla velocità di 36mila chilometri orari ha attraversato il plasma, sopportando temperature fino a 2.700 gradi.

C'è stato invece un fuori programma quando è stato il momento di recuperare la capsula per portarla fino alla nave di recupero. Gli astronauti non sono arrivati a bordo della nave di recupero, ma a soccorrerli sono stati i gommoni che avevano il compito di accompagnare la capsula alla nave. Mettere in sicurezza e accompagnare la capsula fino alla nave non è stato infatti possibile a causa di forti correnti che hanno reso difficile stabilizzare il veicolo. Mentre alcuni membri del personale medico entravano nella navetta per sostenere l'equipaggio, un gruppo di sommozzatori arrivato con i gommoni ha raggiunto la navetta tentando di sistemare il collare di stabilizzazione, una sorta di grande salvagente che serve a tenere in equilibrio la capsula. Nel frattempo, nel centro di controllo della Nasa a Houston, il direttore di volo richiamava il personale che si era allontanato. A oltre un'ora e mezza dall'ammaraggio non c'è stata altra soluzione che far uscire i quattro astronauti dalla capsula, aiutandoli a salire a bordo dei gommoni.

Si è conclusa così la missione, che a 56 anni dal volo dell'Apollo 8 ha portato nuovamente un equipaggio nell'orbita della Luna e alla distanza maggiore dalla Terra mai raggiunta da esseri umani, a fare osservazioni senza precedenti del lato nascosto della Luna e a vedere una spettacolare eclissi totale di Sole.

Artemis II "è stata una missione perfetta", ha detto l'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman suito dopo l'ammaraggio, mentre attendeva l'arrivo della capsula Orion a bordo della nave di recupero.

"Sono senza parole, è stato un momento incredibile", ha aggiunto, ed è stato anche "il risultato di un grande lavoro di squadra, anche con i nostri partner internazionali", In proposito, Isaacman ha ricordato l'accordo firmato recentemente con l'Agenzia Spaziale Italiana sulla realizzazione di un modulo per la futura base sul suolo lunare. "Stiamo costruendo una presenza duratura sulla Luna", ha detto ancora.

Quanto agli astronauti della missione Artemis II, "hanno dimostrato di essere dei grandi professionisti, grandi comunicatori e anche dei poeti: veri e propri ambasciatori dell'umanità". 
I dati raccolti in questa missione, ha detto ancora l'amministratore capo della Nasa, "sono preziosi per preparare la missione Artemis III" alla quale, ha aggiunto, già dal 20 aprile si comincerà a lavorare nell'Edificio di integrazione dei veicoli (Vab) del Kennedy Space Center.

Alle 17,35 italiane gli astronauti si sono svegliati sulle note di "Run to the Water" di Live per affrontare la decima e ultima giornata della missione. Dopo aver sistemato la navetta in modo che nessun oggetto possa fluttuare liberamente, hanno avuro il tempo di pranzare e di prepararsi alla prima delle fasi cruciali del rientro a Terra :alle 20,53, quando la navetta ha acceso i motori per portarsi nella traiettoria corretta verso la Terra.

Dopo hanno indossato le tute pressurizzate arancioni e blu che li hanno protetti anche nel viaggio di andata. Chiamate Ocss (Orion Crew Survival System), queste tute realizzate su misura permettono agli astronauti di affrontare fortissime accelerazioni, come quelle che avvengono durante il lancio e il rientro nell'atmosfera e, in caso di necessità, permettono di sopravvivere fino a sei giorni.

Alle 1,33 italiane la capsula Orion che ospita gli astronauti si è separata dal Modulo di Servizio Europeo, che si è disintegrato sull'oceano Pacifico, e alle 1,37 ha acceso i suoi motori per entrare nell'atmosfera terrestre: è stata la fase più delicata del rientro. Sfrecciando alla velocità di 36mila chilometri orari, Orion ha attraversato il plasma, ossia il gas che si forma quando l'aria viene compressa a velocità elevatissime e che avvolge il veicolo raggiungendo temperature intorno a 2.700 gradi.

In quel momento la capsula si trovava alla quota di 120 chilometri e le comunicazioni fra gli astronauti e il centro di controllo sono state interrotte per sei minuti, dalle 1,53 alle 1,59. In quest'ultima grande sfida, gli occhi erano puntati sullo scudo termico della capsula, modificato dopo i danni importanti rilevati nel 2022 nella missione senza equipaggio Artemis I.

"Abbiamo grande fiducia nello scudo termico, nei paracadute e nel sistema di recupero che abbiamo messo a punto", aveva detto l'amministratore associato della Nasa Amit Kshatriya. 

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